Canzoni che siano piene della luce di Cristo,
che possano fare da guida nella via della vita,
contribuendo a costruire un uomo nuovo
in un mondo nuovo.



mercoledì 27 aprile 2016

Occhi di Re (mi hai amato così!)




Mi chiamo Roberto, Roberto Lucioli… ho 45 anni, sono nato a Roma negli anni ’70, a san Giovanni, ma sono cresciuto in periferia, al Collatino e a Centocelle, dove non era un ambiente proprio facilissimo… 




Il mio nome ha origini nordiche, provenzali e germaniche, in realtà non mi è mai piaciuto molto, finché ho scoperto che significa “splendente di gloria”, bellissimo! Perché racchiude in sé già una chiamata a riflettere “come in uno specchio la gloria del Signore” (2Cor 3,18): "E Dio, che disse: «Rifulga la luce dalle tenebre», rifulse nei nostri cuori, per far risplendere la conoscenza della gloria di Dio sul volto di Cristo. Noi però abbiamo questo tesoro in vasi di creta, affinché appaia che questa straordinaria potenza appartiene a Dio, e non viene da noi..." (2Cor 4,6-7) … 

E’ per questo che faccio certe strane cose... Devo in qualche modo far risplendere la gloria di Dio! Anche se sono debole, fragile, pieno di paure e peccati, ma per essere veramente Roberto DEVO fare questo, far risplendere in me la sua gloria! Poi, facendo delle ricerche, ho scoperto che anche il mio cognome, che odiavo perché nessuno mai lo capisce, ha a che fare con la luce, è il plurale di “piccolo Lucio”, nome che significa anch’esso “luminoso, splendente, nato nella luce” … Quindi il mio nome potrebbe essere parafrasato così: “piccole luci splendenti di gloria”.

Ecco, penso che nella mia vita Cristo, tramite la Chiesa, ha acceso delle piccole grandi luci che sento di dover far risplendere, donare, comunicare, perché anche altri fratelli possano esserne illuminati e scaldati. In realtà non è per niente facile farlo, perché corrispondere alla luce della propria chiamata è un qualcosa che insieme attrae ma anche terrorizza, ci si sente inadeguati, si affronta il troppo bello, il meraviglioso, ciò che sembrerebbe impossibile, e quindi apparentemente ci sono mille motivi per non farlo… E se non funziona? E se fallisci? Tu non sei niente! Non sei niente, ti dice una vocina, ma ‘ndo vai, falla finita per piacere va, ma non lo vedi che sei ridicolo? Lassa perde’... Ti devi fidare, devi rischiare, ti devi buttare sperando che lo Spirito creatore operi, si inventi qualcosa e che il Signore passi, sennò pazienza, chevvedevodì, avrò fatto una figuraccia in più, ma almeno ci ho provato a seguire davvero Cristo!



La prima volta che lo incontrai davvero era il 1988 e avevo 17 anni. Da un po’ di tempo ero finito in una specie di vicolo cieco. Ero disorientato e depresso, perché la vita mi sembrava un'assurdità senza senso e non potevo capire né accettare la crisi dei miei genitori, della società che mi circondava e quella mia personale. 

Noi viviamo per tanti aspetti in una cultura della crisi, e questo non può non avere conseguenze in certi nostri modi di vivere, pensare e agire. Voglio dire, se ti capita nell’adolescenza, che già è di per sé un’età non proprio agevole, di leggere Kafka, Leopardi e Schopenhauer, o di vedere Apocalypse now e Platoon, o di ascoltare musica dei Police, dei Pink Floyd, non è che puoi stare molto allegro e spensierato… E infatti ero diventato come una specie di Zombie, un “dead man walking”: mi sentivo come morto dentro e mi lasciavo vivere andando alla deriva, ero una specie di comparsa nella mia vita. Cercavo di sopravvivere, soffrendo il meno possibile e divertendomi e sballandomi come potevo… 

Sono sempre stato terribilmente insicuro e pieno di complessi, alla continua ricerca di punti di appoggio fermi e affidabili. Questo era dovuto tra l'altro all'assenza di mio padre, che lavorava a Napoli e aveva un carattere molto chiuso, al rifiuto e al bullismo che avevo subìto alle scuole elementari, e al rapporto con mio fratello maggiore, il primogenito…
Allo stesso tempo, come tutti i giovani, avevo una grande sete ideale di verità, di giustizia e di autenticità, che venivano continuamente frustrate dalla vita reale, per cui finivo spesso col rinchiudermi in un mondo di sogni, con le cuffie alle orecchie o perduto dentro a un film. 
Sentivo a volte che ero fatto per qualcosa di grande e di importante,  che non poteva consistere in quella vita che facevo, così miserabile, vuota e superficiale, ma non vedevo proprio come ciò potesse accadere. 

Ho capito più tardi che la mia ansia di Assoluto, il desiderio profondo di Dio da sempre inscritto nel mio cuore, era stato in realtà soffocato dalla cultura di fondo che mi circondava, in famiglia come tra i ragazzi del mio quartiere e nei mass media, dove le sole ‘divinità’ cui ci si prostrava erano 'a maggica Roma, i soldi, il successo, ‘a bella vita, le star dello spettacolo o dello sport, il sesso e le belle donne. Tutto questo in fondo non mi bastava, e oltretutto non vedevo alcuna possibilità di far parte della festa, non ero nessuno, e allora a che serviva la mia vita, che senso aveva? Perché non potevo essere come Sting o andare a letto con Kim Basinger, o giocare come Conti, Nela e Farcao?



Tutto l’universo mi sembrava in preda al Caso, ad un Caos indefinito o comunque a un Destino misterioso e beffardo, spesso crudele, per cui vivevo con una specie di pessimismo cosmico, presente nella mia famiglia come in certa sottocultura borgatara romana, una credenza superstiziosa secondo cui la Iella si divertirebbe a perseguitare le sue vittime prescelte: “e te pareva?”; "poteva anna' peggio...", e tutto questo alla fine sfociava nell’Assurdo, nel nonsense alla Woody Allen o alla Monty Python. Il mondo pareva regolato dalla celebre Legge di Murphy, secondo la quale tutto ciò che può andare male, lo farà.

Ma soprattutto, mi portavo dietro, come dicevo, le conseguenze di ferite che nessuno aveva mai medicato e che neppure io vedevo né capivo bene, come il rifiuto che avevo subìto dapprima dai nuovi compagni della scuola elementare e poi qualche anno dopo da mio fratello maggiore con la cerchia dei nostri comuni amici sotto casa, il senso di abbandono e di incomprensione da parte dei miei genitori e la vergogna e l'oscuro senso di colpa per la schiavitù compulsiva della masturbazione e della pornografia.

Perciò mi disprezzavo terribilmente, ero un complessato, mi sentivo spesso incapace e inferiore agli altri ed ero molto chiuso in me stesso: non vedevo la mia bellezza come opera di Dio, il fatto che sono prezioso ai suoi occhi, la possibilità di fare qualcosa di buono nella mia vita; vivevo con il terrore profondo di essere o diventare un “soggetto”, cioè un imbranato disadattato alla Fantozzi...

Inoltre non riuscivo più a studiare e stavo andando incontro a una bocciatura, per non parlare del fatto che non avevo ancora una ragazza alla veneranda età di 17 anni, che non ero capace di relazionarmi con il sesso femminile e non dico che ero vergine, ma non ne avevo neppure mai baciata una!!!
In poche parole, mi sentivo terribilmente solo in questo mondo e non vedevo alcun futuro davanti a me! 

Così un brutto giorno decisi di mollare tutto e tentai il suicidio, come si dice.
Non sapevo quel che facevo. Avrei voluto scomparire, semplicemente non esserci più, eclissarmi nel nulla, dormire per sempre. Presi svariati tranquillanti e medicine che trovai nell'armadietto di casa e mi sdraiai sul letto con il mio idolatrato Sting nelle orecchie, aspettando l'ora fatale in cui tutto sarebbe finito per sempre. Ma ciò non successe.
Sentii solo una specie di bagliore interno, una sorta di ebbrezza, poi più nulla!
Non riuscivo neppure a suicidarmi, pensai, era un altro fallimento...
Mi fruttò solo una brutta intossicazione, per cui per un mese andai in bagno ogni cinque minuti. Non ne feci parola con nessuno e andai avanti come potevo.

Ma qui avvenne qualcosa che non mi sarei mai aspettato. Poco tempo dopo, infatti, un mio compagno di scuola, senza sapere nulla di quanto appena detto, mi ha invitato alle catechesi iniziali del Cammino Neocatecumenale, nella parrocchia dell’Ascensione a Quarticciolo.  Il Cammino è un dono dello Spirito Santo, frutto del Concilio Vaticano II, per rinnovare la Chiesa, per aiutarla ad andare incontro all’uomo del nostro tempo. Si tratta di un itinerario di formazione cristiana e di educazione alla fede nato tra le baracche dei poveri di Madrid, che offre anche alle persone lontane dalla Chiesa la possibilità di diventare uomini nuovi, figli di Dio capaci di vivere in comunione con Cristo e con la comunità dei credenti.


l'Ascensione a Quarticciolo
Ricordo che stranamente ho accettato senza neanche discutere o pensarci tanto, perché non avevo proprio più niente da perdere, ma non è che mi aspettassi nulla… Invece mi colpirono subito la schiettezza e insieme la sapienza straordinaria di quei quattro poveracci mezzi borgatari come me, che avevano il potere di parlare al mio cuore, di far luce sul perché delle mie ferite, senza giudicarmi o chiedermi qualcosa in cambio, e di farmi capire profondamente certi aspetti della mia storia e anche della Storia in generale, col mio stesso linguaggio di tutti i giorni, col dialetto della strada… Come dissero i discepoli di Emmaus, mi ardeva il cuore nel petto mentre parlavano: è la stoltezza della predicazione che mi ha salvato la vita! Dio aveva ascoltato il mio grido d’aiuto e mi aveva mandato questi angeli per liberarmi dalle catene che mi opprimevano da tanto tempo!

Il mio Padre celeste e santo era sceso a dirmi che mi amava così com’ero, che per Lui ero prezioso, con tutto il mio carico di debolezze, peccati, fallimenti e sensi di colpa. Per la prima volta nella mia vita, forse, mi sentii davvero amato! E questo Padre mi prometteva una vita nuova, un cammino di conversione e di liberazione che mi avrebbe portato alla Terra promessa, alla beatitudine evangelica. Inoltre, il fatto che Cristo stesso fosse “disprezzato e rifiuto degli uomini” mi ha toccato profondamente il cuore ed è stato come un balsamo, una medicina per le profonde ferite del mio orgoglio e della mia affettività: era come se i rifiuti, gli abbandoni e i fallimenti che avevo vissuto mi avessero in qualche modo preparato, avvicinato e unito profondamente al Figlio di Dio, mi avessero arato e seminato perché potessi vivere quell’incontro con Lui.

Kiko Arguello, fondatore del Cammino

Il mistero pasquale era una risposta meravigliosa e al tempo stresso molto concreta alla mia domanda di senso, mentre l’annuncio del fatto che era possibile passare attraverso la via della sofferenza e dell’umiliazione, e che anzi proprio tutto quello che avevo sempre cercato di fuggire era la via della salvezza che Cristo stesso aveva percorso per giungere alla sua gloria, mi diedero una forza e una speranza nuove e la chiave per ricominciare a vivere la mia vita. Ma anche il semplice fatto di far parte di una comunità di fratelli, cioè la possibilità di relazionarmi con gli altri, di aprirmi in qualche modo e di uscire finalmente da me stesso, di vedere che anche gli altri vivevano grandi sofferenze e problemi, di potermi pian piano sempre più esporre senza sentirmi giudicato, in quella situazione mi ha salvato e mi ha permesso di rinascere a vita nuova.

Dopo un anno circa ho ripreso a studiare e a frequentare il Liceo, ho imparato a suonare la chitarra, scrivere canzoni e guidare la macchina, ho conosciuto una ragazza molto più grande di me e ci siamo innamorati, e ho incominciato a viaggiare molto e a sentirmi più sicuro, libero e indipendente. Beh, per com’ero timido, insicuro e chiuso in me stesso, voi capirete senz’altro quale grosso miracolo sia il fatto che io sia qui a parlare e cantare davanti a tutti voi… Dio è grande!!!


Per cercare di ricordarmi sempre e celebrare il fatto che Lui mi ha amato così come sono, quando ero poco più che un rifiuto, un’immondizia, quando mi facevo schifo da solo, ho scritto questa canzoncina che vorrebbe essere allegra e divertente, ballabile… 
Spero che vi piaccia e che magari possa aiutare qualcuno ad incontrare un così grande salvatore e liberatore, Gesù Cristo, il Figlio del Dio vivente. Buon ascolto.   




Occhi di re

                                        Do Do4 Do                                                                                              Do Do4 Do
Mi hai amato così,                                          Ma era stato un nemico,
                                    Sol                                                                                                 Sol
come sono, così!                                             un antico nemico,
                                Mim                                                                                        Mim
Mi hai amato di più,                                        un malvagio ti dico!
                                            Fa                                                                                            Fa
mi hai amato, Gesù!                                        Un antico nemico
                                     Do                              Sol                                                                         Do                              Sol
E lo voglio cantare… Tutta la vita                  Che mi aveva mentito… Tutta la vita
                                                  Fa                                 Do  Sol                                                 Fa                               Do Sol
Che mi hai amato così, proprio com’ero         Nascondendomi Te, proprio com’eri
                                                      Fa                                 Do                                                   Fa                                                 Do
Che mi hai amato di più, nel mio peccato!     Nascondendomi Te, e il tuo amore per me!

                    Mim                                                                                                   Mim
Tu mi avevi dato tutto                                   Quando poi ho lasciato tutto
                  Fa                                                                                                     Fa
Ma io non avevo niente                                  Tutto mi sembrava niente…
                      Do                                                    Sol                                          Do                                                          Sol
Perché niente più vedevo senza te                  perché niente mi mancava, avendo Te!
             Mim                                                                                                       Mim
L’universo era distrutto,                                  La bellezza è dappertutto,
              Fa                                                                                                               Fa
ogni cosa indifferente                                       il mio cuore trasparente
            Do                               Sol                                 Lam   Fa                   Do                    Sol                           Lam   Fa
e la gente bestemmiava: “Dio non c’è…”,      e la gente divertente, adesso che
            Do                             Sol                           Do                                        Do                          Sol                                      Do
giudicando senza ma… e senza se                me la guardo coi tuoi occhi… occhi di Re!


                                                                                                                                             Do  Do4  Do
                                                           Perché… mi hai amato così…

                                    Sol       Fa                      Do                           Sol
E lo voglio canta-a-re tutta la vita, tutta la vita! E lo voglio cantare… [Ad libitum]

mercoledì 20 aprile 2016

Kerygma - L'amore del Cristo ci spinge (2Cor 5,14ss)


Shalom lech! Pace e gioia siempre a tutti!

Ho cercato di registrare un po' meglio questa canzone,
perché per me è molto importante, dato che mi ricorda la mia salvezza
e l'origine di ciò che mi muove a svegliarmi e ad amare ogni mattina.




Poco tempo dopo un mio tentativo di suicidio, infatti, nel lontano 1988 un mio compagno di scuola, senza sapere nulla, mi ha invitato alle catechesi iniziali del Cammino Neocatecumenale, nella parrocchia dell’Ascensione a Quarticciolo. 

Il Cammino è un dono dello Spirito Santo, frutto del Concilio Vaticano II, per rinnovare la Chiesa, per aiutarla ad andare incontro all’uomo del nostro tempo. Si tratta di un itinerario di formazione cristiana e di educazione alla fede nato tra le baracche dei poveri di Madrid, che offre anche alle persone lontane dalla Chiesa la possibilità di diventare uomini nuovi, figli di Dio capaci di vivere in comunione con Cristo e con la comunità dei credenti.

Ci andai senza chiedermi molto, perché non avevo proprio nulla da perdere, e scoprii che quattro poveracci mezzi borgatari come me avevano una schiettezza e insieme una sapienza straordinaria, con il potere di parlare al mio cuore, di far luce sul perché delle mie ferite, senza giudicarmi o chiedermi qualcosa in cambio, e di farmi capire profondamente certi aspetti della mia storia e anche della Storia in generale, col mio stesso linguaggio di tutti i giorni, col dialetto della strada. 

Come dissero i discepoli di Emmaus, mi ardeva il cuore nel petto mentre parlavano: è la stoltezza della predicazione che mi ha salvato la vita! Dio aveva ascoltato il mio grido d’aiuto e mi aveva mandato questi angeli per liberarmi dalle catene che mi opprimevano da tanto tempo! Il mio Padre celeste e santo era sceso a dirmi che mi amava così com’ero, che per Lui ero prezioso, con tutto il mio carico di debolezze, peccati, fallimenti e sensi di colpa. Per la prima volta nella mia vita, forse, mi sentii davvero amato!

 
l'Ascensione a Quarticciolo
Kiko Arguello, fondatore del Cammino


La canzone è tratta dalla seconda lettera di S. Paolo ai Corinti (2Cor 5, 14ss), che è un po’ il cuore di quello che in greco si chiama il kerygma. E’ un testo molto importante in cui il predicatore itinerante spagnolo Kiko Arguello, fondatore del Cammino Neocat, trova ispirazione per l'annuncio della Buona Notizia, il Vangelo di Cristo.

Ascoltare un kerygma, un annuncio, una predicazione, ti può cambiare la vita, come è successo a me, ti può salvare veramente. Perché, come dice san Paolo, Dio ha voluto salvare il mondo attraverso la stoltezza della predicazione, e ogni volta che si annuncia il Vangelo, questo si realizza, si attua. 

Dio ha voluto salvare il mondo attraverso una Buona Notizia! Il cristianesimo non è una morale, un insieme di regole per vivere bene, ma prima di tutto l’incontro con una persona attraverso una buona notizia. E qual è questa notizia?

Che c'è un uomo, Gesù di Nazareth, che è morto per te, per i tuoi peccati, perché tu possa cambiare vita, e quest'uomo Dio lo ha risuscitato dalla morte e lo ha costituito Kyrios, Signore dei vivi e dei morti, dando la prova che quell'uomo è il suo unico Figlio. Dio ha mandato suo Figlio Gesù Cristo perché tu possa vivere una nuova vita, gratuitamente! 


Per questo “l’amore di Cristo ci spinge”, ci spinge al pensiero che se Cristo è morto per tutti, tutti gli uomini sono morti! E perché è morto? Dice, “perché le persone non vivano più per se stesse, ma vivano per colui che è morto e risorto per loro”.





Gli apostoli predicavano che quando Colui che abbiamo ucciso (tutti abbiamo ucciso Cristo, tutti abbiamo preferito il nostro orgoglio e il nostro egoismo), si è offerto come vittima d’amore, di espiazione per noi, per pagare per i nostri peccati, perché si realizzasse ogni giustizia, il Padre ha accettato questa sua oblazione per noi. Questa morte per ognuno di noi l’ha accettata il Padre. Quindi tutti sono morti e tutti abbiamo il diritto di ricevere la vita immortale, la vittoria sulla morte, la libertà vera.

Ti si offre totalmente gratis, nel suo amore, la possibilità di ricevere, con il perdono dei peccati, la riconciliazione con Dio e di ricevere lo Spirito Santo dal cielo, ora! 

Ma c’è un’altra cosa impressionante, che se questo povero uomo crocifisso è veramente Dio, se è il Signore, il Kyrios del Vecchio Testamento, come annunciavano gli apostoli, se è l’Adonai, parola riservata a Dio, allora questa è la Verità! Siamo invitati a vivere nella Verità! Si può vivere una vita nella menzogna ​​o nella verità. E la Via, la Verità, la Vita che Gesù il Cristo ci ha consegnato e rivelato è l’amore di Dio crocifisso e risorto, che è l’essenza stessa di Dio. La Lettera agli Ebrei dice che Cristo è “l'impronta della sostanza divina, il riflesso della sua gloria”. Dio nessuno l’ha mai visto. Cristo ce lo ha rivelato! 

E ci ha rivelato che Dio è Carità, è amore infinito, eterno, incommensurabile, gratuito, amore a noi così come siamo. Per amarci Dio non ha bisogno che cambiamo la nostra vita, ci ama come siamo, ci ama infinitamente, totalmente, fino alla morte.
Questo amore è quello che governa tutto l’universo. In questo amore è stata creata ogni creatura, ogni animale, ogni fiore, ogni pianta, questo è il contenuto di ogni bellezza umana, di noi stessi: l’amore! 

La vera sofferenza è quella di vivere una vita di menzogne, separati da questo amore. 
Guardate quante persone si uccidono, quante famiglie distrutte intorno a noi, quante ragazze violentate, quanti aborti… Sta accadendo in tutta Europa. Ogni minuto una persona si suicida. Perché? L'antropologia biblica dà una risposta: l’uomo, dopo essersi separato da Dio, il suo essere più profondo, il suo essere persona è vuoto, è morto! Ha bisogno di essere, ha necessità di essere una persona, ed essere una persona significa essere amato da qualcuno. Il nucleo profondo dell’essere umano muore nel momento in cui si separa da Dio e ha la morte dentro. Pertanto, tutti quanti noi abbiamo la morte dentro, un vuoto spaventoso, terribile, che è conseguenza del nostro peccato, che ha rotto la nostra relazione con Dio. 

Sappiamo che questo nucleo profondo dell’essere umano deve essere guarito, e solo Dio lo guarisce quando lo visita con un tocco della sua sostanza, quando la sostanza di Dio, lo Spirito Santo, attesta al nostro spirito e dice: Io ti amo, e ti amo come un padre, “Tu sei mio figlio”.
In quel momento l’uomo nasce di nuovo come persona; non pone più il suo essere in una donna o in un uomo, nei soldi, nel successo eccetera. E come si può dare questo tocco, questa testimonianza dello Spirito di Cristo?

San Paolo dice: “Lo Spirito di Cristo testimonia al nostro spirito che siamo figli di Dio”, il nostro stesso spirito geme dentro di noi dicendo. “Abbà, Padre, Padre!" (Rm. 8, 16ss).

Questo incontro è dato dalla fede, e la fede viene dall’ascolto della predicazione. 
Pertanto, "l’amore del Cristo mi spinge!" Dice san Paolo: “guai a me se non annunziassi il Vangelo!“ (1 Corinzi 9,16), perché mediante la fede viene lo Spirito Santo e Dio la fede la dà a chi ascolta il kerygma, la predicazione, l’annuncio del Vangelo di Cristo. E questa fede, poi, una volta verificata dopo un cammino di formazione, veniva sigillata dal Battesimo.




Quindi coraggio, siamo chiamati a vivere una vita in Lui, in questo amore, nella Verità.
L’essenza divina è che Dio vorrebbe essere un tutt’uno con te. Come il Padre sta nel Figlio e il Figlio nel Padre, un solo Spirito Santo, Dio vorrebbe essere uno con noi, perché questa è l’essenza divina, la Verità dell’universo. Ma per essere uno in noi ha bisogno della nostra libertà, è necessario che noi diciamo: eccomi qua! Come ha detto la Santa Vergine Maria: Eccomi, fai di me quello che vuoi, Padre... Se tu accogli questo annuncio, Cristo nasce in te!

Dio stesso dona lo Spirito a chi ascolta perché vuole dare la fede e la salvezza attraverso la fede, una vita nuova, una nuova creazione. Butta ciò che è vecchio, dice San Paolo, tutto è nuovo! Ora è dentro di noi, è uno con me, dentro di me! Vive con me, dorme con me, cammina con me, abbiamo parlato insieme in strada; è il mio amico, il mio essere più profondo, l'unico che dà senso al mio essere persona. Stai dormendo e gli dici: ‘Signore, ti amo!" e lui risponderà immediatamente. Oppure gli dici: Signore, aiutami, ho paura… e dice subito: – Coraggio, io sarò lì con te, coraggio! – Senti dentro questa parola che ti dice: Coraggio! Io non sono solo, non c’è cristiano che stia solo. 

Perciò, dice san Paolo, vi esortiamo, vi supplichiamo: lasciatevi riconciliare con Dio, lasciatevi amare da Lui! Non mettete barriere, ostacoli, lasciatevi amare e siate felici!





L’AMORE DEL CRISTO CI SPINGE  (2Cor 5,14ss)

         Rem                             Sib
L’amore del Cristo ci spinge,
        Do                              Solm
l’amore di Cristo ci muove,
       Rem                                  Sib
se pensi che è morto per tutti
    Do                                  Fa    La7
e tutti per Lui siamo morti,
         Solm                    Rem 
perché non viviamo più per noi stessi,
  La7                         Rem  Re7
ma per la vita di Lui    [per l’amore]
             Solm                           Rem
che è morto e risorto per noi,
              La7                            Rem
che è morto e risorto per noi


         Do                                   Sib                          Rem
Noi non conosciamo nessuno secondo la carne,
        Do                                     Fa               La7
in Cristo noi siamo una nuova creazione
  Solm                       Rem
e le cose vecchie sono passate,
La7                            Rem
ecco, rinascono nuove!
      Solm                                           Rem
Le cose vecchie, sai, sono passate ormai:
         La7                            Rem
non vedi? rinascono nuove…


L’amore del Cristo ci spinge…


           Do                              Sib                                     Rem
Ma questo ci viene dal Padre, che ci ha perdonato,
       Do                                       Fa               La7
in Cristo ha redento ogni nostro peccato!
    Solm                          Rem              
E noi vi esortiamo, vi supplichiamo:
            La7                          Rem
accogliete la grazia di Dio!
        Solm                   Rem   
Lasciatevi riconciliare con Lui,
             La7                         Rem
accogliete la grazia di Dio!


L’amore del Cristo ci spinge…

martedì 9 febbraio 2016

La tua Grazia


"Il problema è avere occhi e non saper vedere, non guardare le cose che accadono, 
nemmeno l’ordito minimo della realtà.
Occhi chiusi. Occhi che non vedono più.
Che non sono più curiosi.
Che non si aspettano che accada più niente.
Forse perché non credono che la bellezza esista.
Ma sul deserto delle nostre strade Lei passa, rompendo il finito limite e riempiendo i nostri occhi di infinito desiderio".

(Pier Paolo Pasolini)


Questa canzone vorrebbe essere una sorta di... Cantico delle creature post-moderno,
un modo per ricordarsi prima di tutto con gratitudine delle cose belle che ci sono state donate.





La tua Grazia


La                                                                                                                                     La
Il sorriso di un bambino…                                           Le risate di un amico…   
La/Sol                                                                                                                              La/Sol
L’eleganza di una rosa…                                             Il colore del tramonto…
Fa#m                                                                                                                               Fa#m
La montagna che riposa…                                           Quella musica che ascolto…
                                           Fa  Sol                                                                                                                                Fa   Sol
               …silenziosa…                                                             …così assorto…

La                                                                                                                                     La
L’aria fresca in un giardino…                                       Il ricordo infinito…
La/Sol                                                                                                                              La/Sol
            La dolcezza di una sposa…                                          dell’Amore sul tuo volto…
Fa#m                                                                                                                               Fa#m
            La fatica del cammino…                                              Questo sole che era morto…
                                                Fa  Sol                                                                                                                           Fa    Sol
            …senza posa…                                                              …ed è risorto!

Do                                                                                                                                    Do
            Com’è vero che sei bella,                                             Tutto grida che sei bella,
Mim/Si                                                                                                                            Mim/Si
            vita mia, e chi t’ha creata,                                           vita mia, e chi t’ha creata,
Do7/Sib                                                                                                                           Do7/Sib
            ora che nel cuore è nata                                               che non va dimenticata
                        Fa/La  Fam/Sol#                                                                                                           Fa/La  Fam/Sol#
            la tua Grazia!                                                                La tua Grazia!

Do/Sol                                                                                                                             Do/Sol
            E io sono troppo poco,                                                 E io sono quasi niente,
Re7/Fa#                                                                                                                          Re7/Fa#
            per trovare le parole,                                                    per trovare le parole,
Fa                                                                                                                                     Fa
            per dipingere quel fuoco                                              per parlare con la gente
                                       Sol4  Sol                                                                                                                             Sol4 Sol           Sol4 Sol
            che non muore…                                                         del tuo Amore… Amore!




Fa
            Benedetto sia il Creatore
Sol               
di chi ha occhi per guardare,
Mim7
di chi ha puri lingua e cuore
Lam                                         Lam/Sol
per lodare e poi ballare!

Fa
Di chi ancora sa godere
Sol
la sua vita, anche se muore,
Mim7
perché poi rinasce sempre
Fa
un po’ più grande, un po’ migliore

Rem7                                                Fa/Do                     Sol
di chi ancora ha voglia d’ascoltare
Rem7                                  Fa/Do                            Sol
una parola vera per ricominciare
                                    Rem7  Fa/Do   Mi
con un sorriso…

La
L’innocenza di un bambino…
La/Sol
La carezza della pace…
Fa#m
Il dolore nel respiro…
                     Fa Sol La
   …di chi tace.


Una canzone di… Roberto Lucioli (gennaio 2016)

giovedì 4 febbraio 2016

Una bellezza che non passa


"Nell'incontro fra eredità culturale e viva partecipazione ai problemi del presente è ancora possibile il Bello" (Roger Scruton). 

"Nel creare bellezza l'artista rende gloria alla creazione di Dio. E la bellezza redime ciò che tocca, mostrando come i dolori e le traversie della vita umana siano, tutto sommato, non indegni. Tale è la mia prospettiva, e nel corso della storia altri vi si sono riconosciuti. L'arte è un tributo umano alla forza creatrice che regola l'universo, un tentativo di rappresentare, entro confini umani, l'esperienza di un mondo che è sia creato sia dato" (Roger Scruton).




Questa canzone contiene una specie di "mantra", per così dire, che può essere molto utile,
oltre che dilettevole, per risvegliare il senso della bellezza e l'amore per la vita di ogni giorno.


C'è una bellezza che non passa
e ce l'hai scritta in fondo al cuore
E' un desiderio che non fa rumore,
è come un cielo che s'abbassa
e vuole entrare...

...per poi rinascere più immenso
e tu ti chiedi l'Inventore
di questa cosa che non ho parole
per dirti in fondo quel che penso e come
e allora...

Fallo bene, fallo con amore,
fa che la bellezza viva nel tuo cuore
Fallo! Fallo con passione,
fa che ogni momento porti un'occasione

C'è tanta gente che t'aspetta,
come la fine di un dolore,
come la notte che s'aspetta il sole
perché la vita metta su calore

E tutti stanno lì a cercare
qualcosa che gli dia un valore
a un tempo morto che ogni istante muore
finché una stella fa ballare il cuore
e allora...

Fallo bene, fallo con amore...

C'è una bellezza che non passa
e ce l'hai scritto in fondo al cuore
E' la speranza che colora un fiore
per dire grazie ad ogni santo giorno del Signore

Fallo bene, fallo con amore...


Pace e gioia siempre! 
Dio vi benedica


venerdì 27 marzo 2015

"Clouds" di Zach Sobiech

La canzone delle nuvole



Zach Sobiech nasce nel 1995, in Minnesota, e cresce in una famiglia credente, cattolica e ricca di valori. La sua è un’esistenza normale, di quelle che desideri per i tuoi figli: una bella scuola, amici sani, e via dicendo.

Zach cresce nella spensieratezza dei suoi 14 anni, quando un dolore fisico rivela una verità agghiacciante: un osteosarcoma sta attaccando il suo corpo. È una forma di tumore osseo, che a noi italiani probabilmente ricorda il luminoso calvario di Chiara Luce Badano, proclamata Beata il 25 settembre 2010.

Così il ragazzo comincia la sua lotta, mai perdendo il sorriso, diventando un esempio di luce per molti, non tanto per la sua caparbietà in contrapposizione alla morte, quanto per la sua tenacia nel vivere la vita, qualunque essa sia, trasformandola in un capolavoro.

Dieci operazioni chirurgiche e venti cicli di chemioterapia non sono serviti per tenere Zach sulla terra. È nato in Cielo il 20 maggio 2013, qualche giorno dopo aver compiuto 18 anni, ed è rinato in mezzo a quelle nuvole che aveva cantato qualche mese prima. 

Quando i medici, verso metà 2012, gli dissero che purtroppo gli restava poco da vivere, Zach ha scelto di celebrare la vita: da sempre appassionato di musica, ha scritto un brano, “Clouds”, nuvole, nel quale racconta il suo futuro: “Andremo su, sempre più su, ma io volerò un po’ più in alto. Andremo nelle nuvole, perché lì la vista è più bella”, recita la il testo di Clouds, pubblicata su Youtube nel dicembre del 2012 e cliccata da milioni di persone.

Zach, poco prima di morire, accettò di essere protagonista di un video, in cui poté raccontare la sua passione per la vita, per le cose che veramente contano, finendo per lasciare una testimonianza di altissimo livello. Intervistato, afferma: “Voglio che tutti sappiano che non hanno bisogno di sapere che stanno per morire per iniziare a vivere”.





SCRITTO DA DON GIACOMO PAVANELLO (DA WWW.NUOVIORIZZONTI.ORG)














domenica 1 febbraio 2015

"Mio Padre"


Per il mio quarantaquattresimo compleanno,
un pensiero di gratitudine al mio caro Padre celeste.

Da una preghiera di Suor Eugenia Eli­sabetta Ravasio.
La tragedia profonda, originaria del nostro cuore
è quella di crederci orfani e abbandonati su questa terra.
La scoperta decisiva, quella di avere un Padre che ci ama e si prende cura di noi.







MIO PADRE

 La                           Do#m
Com’è bello, dolce e soave
            Sim7                           Mi
Ricordar che sei mio Padre
                         La                   Do#m
Che mi hai fatto figlio tuo
              Sim7                 Mi
E che vegli su di me,

              Fa#m                Mi             Re
che conosci ogni parte di me,
             Fa#m                   Mi                Re
mi conosci molto meglio di me…

  La                Do#m
Com’è bello ricordare
                Sim7                        Mi
Che infinito è il tuo amore,
                 La                    Do#m
quanto bene mi sai dare:
               Sim7                            Mi
Tu sai trarlo anche dal male

          Fa#m                             Mi                   Re
E conosci quel che è meglio per me,
          Fa#m                    Mi                 Re
lo conosci molto meglio di me!

    Mi                                                                                  Re                        La
Credo! ...ma aumenta in me la fede, la speranza e la carità!
    Mi                                                                                   Re                                   La
Credo! …insegnami a vedere che il tuo Amore guida la mia storia
    Mi                                                                                Re
Credo! …voglio abbandonarmi sul tuo cuore,
                     La                 MI                        Re
come un bimbo in braccio a sua madre…
                     La                 MI                        Re              Mi4   Mi  Mi2  Mi
come un bimbo in braccio a sua madre…

         La                                 Do#m
Tu mi hai scelto e mi hai chiamato
                Sim7                     Mi
fin dal seno di mia madre
               La                     Do#m
Per portare pace e gioia
               Sim7                      Mi
con la luce del tuo amore

              Fa#m                 Mi   Re
Per cantare la tua gloria
       Fa#m         Mi          Re
e difendere la Verità

Credo! …ma aumenta in me la fede…


venerdì 5 dicembre 2014

SVEGLIA!


Questa volta voglio postare un po' di canzoni
di quelle che risvegliano i morti,
che ti danno la carica quando sei un po' giù,
a prescindere dal testo e dai significati,
che ti dicono dai, vai avanti, non mollare!

A volte abbiamo solo bisogno di un po' di carica e di grinta!